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Tra le antiche mura di Palazzo Serra di Cassano le nuove vie della comunicazione uniscono il linguaggio della politica e della malavita in nome del consenso

Quando si legge “presentazione del libro…” si danno per scontati alcuni parametri: un gruppo di relatori con l’autore intorno a un tavolo, un moderatore e qualche sbadiglio tra il pubblico annoiato. Ecco perché l’incontro tenutosi lo scorso giovedì 28 ottobre presso la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che ha avuto come motivo scatenante l’uscita del libro “Mafie e Media” di Mario D’Amiano per la Giammarino Editore, non può essere derubricato semplicemente sotto la voce “presentazione del libro” ma dev’essere raccontato come “una serata particolare”, parafrasando il titolo di un famoso film.

Un parterre di altissimo profilo, dal docente universitario e meridionalista Isaia Sales (anche prefatore del libro) al filosofo/politico Berardo Impegno, dal Magistrato impegnatissimo nel sociale, Nicola Graziano, al genio multiforme (e multiparola) Vincenzo Martongelli, dall’editore Gino Giammarino – che ha aperto l’incontro già con alcune riflessioni e punti di vista diversi su tempi e modi della televisione e dell’informazione di oggi, a Tiuna Notarbartolo, paziente ed arguta condottiera della serata, capace di cucire insieme personalità e posizioni così diverse. Almeno in apparenza.

In realtà, gli interventi, inframmezzati dalla stupenda voce di Argìa Di Donato e dalla chitarra di Andrea Parente, impegnati a rileggere in forma realmente melodica classici neomelodici (ma anche no), partiti da quella che sembrava una composizione contraddittoriamente caleidoscopica, hanno riportato tutti verso la risultante di una serata incantata. E così, via, via, che scorrevano le posizioni (e la musica) dei partecipanti al confronto, il tutto si ricomponeva magicamente in una sua logica da dove veniva fuori la nuova strada della comunicazione, capace di riunire la politica e la malavita in uno stesso codice teso alla costruzione del consenso.

E senza risparmiare nessuno, dal Presidente della Regione al Calcio (la C maiuscola non è un errore – ndr), la vicenda che scatena questo agile testo, cioé il matrimonio tra la vedova di un boss ed un cantante neomelodico portati alla ribalta di Canale5 da Barbara D’Urso, finiva in una posizione marginale, sopraffatta da logiche più grandi ed incalcolabili del “fatto” in sé.
Una serata particolare, lo ripeto. Di quelle che non vorresti lasciare mai, se non per andare a leggerti questo “Mafie e Media” dal promettente sapore di valori antichi, inseguiti in maniera confortante da un pur giovanissimo autore.
Quando si dice “…i giovani…”.

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