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Un numero veramente particolare questo di “Q.M. – Questione Meridionale”, a cavallo tra i primi 20 anni di attività della testata madre “Il Brigante” e la stringente attualità dei territori meridionali.
La pubblicazione si apre con l’ampia ricostruzione a firma di Gino Giammarino del quadro politico, sociale e meridionalista in cui, 6 dicembre 1999, esce il numero zero del giornale. Seguono due interviste, la prima con Geppy Rippa, direttore della rivista “Quaderni Radicali”, la seconda con il direttore dell’Istituto Cervantes di Napoli, catalano e appena da un anno a Napoli all’epoca, e mette in risalto il tema delle identità in un’Europa di la da venire. Tre testimonianze che hanno passato i venti anni eppure si dimostrano ancora oggi di straordinaria attualità.

Tornano le valutazioni di Mauro Vaiani sui risultati ottenuti dalle autonomie nelle elezioni regionali 2020 e sul distacco del consenso verso le espressioni calate dall’alto dello Stato centralista, unitamente alla testimonianza di Giovanni De Lauso , candidato CMI (Confederazione Movimenti Identitari) nella tana del leone campano Vincenzo De Luca.
Un esempio di amministratore locale innamorato della propria terra viene dall’intervista realizzata da Pietro Nardiello ad Antonio Verdone, Sindaco di Mignano Montelungo: una fiaba che parla al cuore e all’anima dalle mura di un antico castello.

Focus speciale, nonostante l’abuso che ne sta facendo l’informazione, è l’intervista di Bruno Marfè all’epidemiologo Pier Luigi Lo Palco, mentre Anna Lepre delinea gli scenari futuri per il proprio settore.
Si chiude con “Melfi città tradita”, prezioso lavoro di ricostruzione dello storico e giornalista lucano Franco Cacciatore che racconta minuziosamente gli scippi subiti nel tempo dalla “Città delle Costituzioni”.

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